Fondi comuni d’investimento chiusi

I fondi comuni di investimento chiusi sono patrimoni autonomi, sudpisi in quote di una pluralità di partecipanti che hanno diritto al rimborso delle quote solo a scadenze predeterminate.

I soggetti della struttura organizzativa sono:

  • la banca depositaria;
  • le società di gestione del risparmio (SGR);
  • i sottoscrittori di quote del fondo;

La Banca depositaria esercita le funzioni di custodia dei titoli e di controllo sull”attività svolta dalla società di gestione del risparmio assumendone le rispettive responsabilità.

La Società di gestione del risparmio (SGR) esercita le funzioni di amministrazione del fondo.

I sottoscrittori delle quote non posso influire sull”attività di gestione del patrimonio del fondo; essi si limitano ad aderire ad una proposta contrattuale e sono tutelati dall”organo di vigilanza sul contenuto del regolamento contrattuale.

La partecipazione al fondo comune si ottiene tramite sottoscrizione delle quote del fondo o acquisto a qualsiasi titolo del certificato rappresentativo delle stesse.

Nel caso di fondi riservati, i versamenti possono essere effettuati attraverso più soluzioni, a seguito di un impegno di chi sottoscrive ed effettua il versamento a richiesta della Sgr, in base alle esigenze di investimento del fondo medesimo.

Nel regolamento deve anche essere definito l’obbligo dell”invio di una lettera di conferma della sottoscrizione, nonché una lettera di conferma degli impegni richiamati.

L’ammontare minimo di ciascuna sottoscrizione di quote di fondi investiti in strumenti finanziari non quotati in un mercato regolamentato e in altri beni per i quali esiste un mercato e che abbiano un valore determinabile con certezza almeno semestrale, nonché in crediti, non può essere inferiore a 50.000 euro.

La richiesta di quotazione è obbligatoria per i fondi chiusi, il cui ammontare minimo della sottoscrizione sia inferiore a 25.000 euro.

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